RSA o casa di riposo? Le differenze e chi paga
Cosa cambia tra RSA, casa di riposo e centro diurno: a chi servono, che assistenza offrono e chi paga.
Aggiornata il 29 settembre 2026
Rivista dalla Dott.ssa Stefania De Marco, psicologa e ricercatrice di Futura Care, il 29 settembre 2026
La differenza principale è quanta assistenza sanitaria serve. Chi non è più autosufficiente e ha bisogno di infermieri anche di notte va in una RSA; chi è ancora abbastanza autonomo ma non vuole o non può più vivere da solo va in una casa di riposo.
RSA: Residenza Sanitaria Assistenziale
È una struttura sanitaria e assistenziale per persone non autosufficienti: chi non riesce più a lavarsi, vestirsi, alzarsi o prendere le medicine da solo, chi ha una demenza, chi esce da un ricovero e ha bisogno di cure continue.
- C’è personale infermieristico presente giorno e notte, un medico di riferimento, fisioterapia.
- Molte RSA hanno un nucleo protetto per le persone con Alzheimer o altre demenze.
- Se la RSA è convenzionata (accreditata con la Regione), il Servizio sanitario paga una parte della retta: per legge, nell’assistenza di lunga durata, il 50% della tariffa giornaliera. L’altra metà, la parte “alberghiera”, è a carico della persona o della famiglia, con un possibile aiuto del Comune in base all’ISEE. Quanto costa, regione per regione, è nella guida Quanto costa una RSA convenzionata.
- Per le cure intensive di recupero, di norma non oltre 60 giorni (per esempio dopo un intervento), il Servizio sanitario paga tutto.
Per entrare in una RSA convenzionata serve una valutazione dell’ASL: la spieghiamo nella guida Come si entra in una RSA convenzionata.
Casa di riposo
È una struttura socio-assistenziale per anziani autosufficienti o parzialmente autosufficienti. Offre una camera, i pasti, aiuto nelle cose di tutti i giorni, compagnia e attività. L’assistenza sanitaria è quella del medico di famiglia, come a casa.
- Non rientra tra le prestazioni del Servizio sanitario: la retta è di solito tutta a carico della persona o della famiglia.
- Il Comune di residenza può contribuire, in base all’ISEE e ai regolamenti locali.
- I nomi cambiano da Regione a Regione: casa albergo, residenza protetta, comunità alloggio. Nelle nostre schede riportiamo anche il nome usato nel registro regionale.
Centro diurno
Si va di giorno e la sera si torna a casa. Serve a chi vive ancora in famiglia ma ha bisogno di assistenza, attività e compagnia durante il giorno, e dà respiro a chi se ne prende cura. Alcuni centri diurni sono “integrati”, con assistenza sanitaria. Di solito si paga una quota giornaliera; il trasporto può essere a parte.
Ricovero di sollievo
È un periodo breve in RSA, da qualche settimana a un paio di mesi: dopo un ricovero in ospedale, oppure per permettere a chi assiste a casa di riposarsi. Non tutte le RSA lo offrono, e le regole su durata e costi cambiano da Regione a Regione: conviene chiedere alla struttura.
Come capire cosa serve
Tre domande aiutano:
- Serve assistenza sanitaria anche di notte? Se sì, RSA.
- La persona riesce ancora a fare da sola le cose di base (mangiare, lavarsi, muoversi)? Se sì, casa di riposo o centro diurno.
- Può tornare a casa la sera, con qualcuno che la assiste? Se sì, un centro diurno può bastare.
Nel dubbio, il medico di famiglia o i servizi sociali del Comune possono aiutare a capire; per l’accesso a una RSA convenzionata la valutazione dell’ASL è comunque necessaria.
Cerchi una struttura? Scrivi cosa ti serve e dove, oppure rispondi a quattro domande.
Fonti
- DPCM 12 gennaio 2017, Livelli essenziali di assistenza, art. 30
- Ministero della Salute, Livelli essenziali di assistenza
Norme e importi cambiano: questa guida è aggiornata al 29 settembre 2026. Per il tuo caso conviene sempre chiedere al patronato, all'ASL o ai servizi sociali del Comune.
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- Quanto costa una RSA convenzionata, regione per regione
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