Indennità di accompagnamento: quanto è, a chi spetta, cosa succede in RSA
L'indennità di accompagnamento nel 2026: importo, requisiti, come si chiede e quando si sospende durante un ricovero in RSA.
Aggiornata il 29 settembre 2026
Rivista dalla Dott.ssa Stefania De Marco, psicologa e ricercatrice di Futura Care, il 29 settembre 2026
L’indennità di accompagnamento è un aiuto economico dello Stato, pagato dall’INPS, per chi non riesce più a muoversi o a vivere da solo senza assistenza continua. Per molte famiglie serve a pagare una parte della retta della struttura.
Quanto è
Nel 2026 l’indennità è di 551,53 euro al mese, per 12 mensilità (non c’è la tredicesima). L’importo è lo stesso per tutti e si aggiorna ogni anno.
A chi spetta
A chi ha un’invalidità civile totale (100%) riconosciuta e, in più, una di queste due condizioni:
- non riesce a camminare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;
- non riesce a compiere gli atti quotidiani della vita (mangiare, lavarsi, vestirsi) senza assistenza continua.
Non ci sono limiti di reddito né di età: spetta anche a chi ha una pensione o altri redditi, e anche a chi ha più di 65 anni. Non dipende dall’ISEE.
Come si chiede
- Il medico di famiglia compila e invia all’INPS il certificato medico introduttivo, per via telematica.
- Poi si presenta la domanda all’INPS, online o tramite un patronato (gratuito), collegandola al certificato.
- Una commissione medica valuta la persona; se serve, la visita può essere fatta a domicilio.
L’indennità si paga dal mese successivo alla domanda. Dal 2025 è in corso una riforma delle procedure per la disabilità, partita in alcune province e in estensione: il patronato sa dire come funziona dove abita la persona.
Se la persona entra in RSA
È la domanda più frequente, e la risposta dipende da chi paga la retta:
- se la famiglia (o la persona) paga una parte della retta, come succede quasi sempre in RSA convenzionata dove il Servizio sanitario copre la quota sanitaria, l’indennità continua a essere pagata. Va però comunicato all’INPS il ricovero, con i documenti della struttura che attestano quanto paga l’ente pubblico e quanto la famiglia;
- se la retta è interamente a carico di un ente pubblico (Servizio sanitario, Comune) e il ricovero dura più di 29 giorni, l’indennità viene sospesa per quel periodo.
Il ricovero va dichiarato all’INPS con il servizio online “Dichiarazioni di responsabilità e ricoveri indennizzati”, anche tramite patronato. Chi non lo dichiara rischia di dover restituire le somme.
Per i casi particolari conviene sempre chiedere a un patronato o alla sede INPS: le regole hanno eccezioni e cambiano nel tempo.
Cerchi una struttura? Scrivi cosa ti serve e dove, oppure rispondi a quattro domande.
Fonti
- INPS, Indennità di accompagnamento agli invalidi civili
- INPS, Dichiarazioni di responsabilità e ricoveri indennizzati
- INPS, Messaggio n. 3347 del 23 ottobre 2023: indennità di accompagnamento e ricovero indennizzato
Norme e importi cambiano: questa guida è aggiornata al 29 settembre 2026. Per il tuo caso conviene sempre chiedere al patronato, all'ASL o ai servizi sociali del Comune.
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