Alzheimer: cosa cercare in una RSA con nucleo protetto
Cos'è un nucleo Alzheimer in RSA, come si accede dal CDCD e dall'ASL, cosa osservare nella visita e quali domande fare prima di scegliere.
Aggiornata il 29 settembre 2026
Un nucleo Alzheimer, detto anche nucleo protetto o nucleo demenze, è un reparto di una RSA pensato per persone con demenza. Di solito ha spazi separati dal resto della struttura, personale assegnato e attività adatte a chi ha perso l’orientamento. Non tutte le RSA ce l’hanno, e il nome cambia da Regione a Regione: nelle Marche, per esempio, si parla di modulo R2D o R3D.
La legge nazionale non definisce il nucleo Alzheimer in dettaglio. L’articolo 30 dei Livelli essenziali di assistenza parla in generale di trattamenti estensivi e di lungoassistenza; requisiti, personale e tariffe li fissa ogni Regione. Per questo due nuclei con lo stesso nome possono essere molto diversi.
Per chi è
Un nucleo protetto serve quando a casa, o in una RSA comune, non si riesce più a gestire la persona in sicurezza. Casi tipici sono i disturbi del comportamento (agitazione, aggressività, disturbi del sonno) e il vagabondaggio, cioè il camminare senza meta con il rischio di uscire e perdersi.
Se la persona è tranquilla, cammina poco e non ha disturbi del comportamento, una RSA ordinaria con personale esperto può essere adatta. Il nucleo protetto ha senso quando le porte chiuse e gli spazi dedicati servono.
Come si accede
Il percorso è quello della RSA convenzionata, con un passaggio in più. La diagnosi e il piano di cura li segue di solito un CDCD (Centro per i disturbi cognitivi e demenze), servizio pubblico o convenzionato presente in ogni Regione. Si trova sulla mappa dell’Osservatorio demenze dell’Istituto superiore di sanità. Il medico di famiglia può prenotare la visita.
Poi l’unità di valutazione dell’ASL, dopo la valutazione della persona, decide se serve un posto in nucleo demenze e con quale livello di assistenza. Nelle Regioni dove la domanda si presenta direttamente alle strutture, come la Lombardia, conviene comunque portare la relazione del CDCD.
Cosa guardare nella visita
- Gli spazi: corridoi senza vicoli ciechi, dove chi cammina può girare senza incontrare porte chiuse. Un giardino recintato, accessibile senza dover chiedere ogni volta.
- Le porte: come si esce dal nucleo e chi ha il codice. Chiedere cosa succede se un ospite cerca di uscire.
- L’orientamento: segnali chiari, colori diversi per zone, orologi e calendari leggibili, la camera riconoscibile con nome o fotografia sulla porta.
- Il rumore: televisione sempre accesa, altoparlanti, luci forti. Un ambiente confuso peggiora l’agitazione.
- Gli ospiti: se sono occupati, sedati, legati alla sedia o lasciati soli davanti a uno schermo.
- Gli operatori: se chiamano gli ospiti per nome, se parlano con calma, se ci sono infermieri e operatori sempre presenti nel nucleo.
Le domande da fare
- Qual è il rapporto tra operatori e ospiti nel nucleo, di giorno e di notte? Alcune Regioni fissano un minimo nelle norme sull’accreditamento: si può chiedere alla struttura quale rispetta.
- Il personale ha una formazione specifica sulle demenze? Quante ore, e ogni quanto viene aggiornata?
- Come si gestisce un ospite agitato? Cosa fanno gli operatori prima di ricorrere a farmaci?
- Si usano contenzione fisica (fascette, sponde, tavolino bloccato) o farmaci sedativi? Chiedere la politica scritta della struttura e chi decide caso per caso, e se la famiglia viene informata.
- Che attività ci sono ogni giorno, e chi le conduce: educatore, terapista occupazionale, psicologo?
- Quanto e come si coinvolge la famiglia? Ci sono orari di visita liberi, colloqui periodici con il medico, un piano di assistenza rivisto?
- Come si ambienta un nuovo ospite nei primi giorni?
- Se le condizioni cambiano, la persona può restare nel nucleo o va spostata?
Costi e durata
In molte Regioni il nucleo demenze ha una tariffa più alta della RSA ordinaria. Chi paga cosa dipende dal livello. Alcuni esempi, dalle delibere regionali:
- nel Lazio l’RSA estensiva per demenze gravi è tutta a carico del Servizio sanitario;
- in Sicilia i moduli Alzheimer sono a carico del Servizio sanitario per tutta la durata del ricovero;
- nelle Marche i primi 60 giorni nel modulo R2D sono a carico del Servizio sanitario, poi la famiglia paga una quota; nella residenza protetta per demenze (R3D) la quota della persona è di 54,48 euro al giorno, circa 1.630 al mese.
Le cifre per ogni Regione sono nella guida Quanto costa una RSA convenzionata.
Molti nuclei sono pensati per la fase acuta dei disturbi del comportamento e non per restare a vita. La legge nazionale indica per le cure estensive una durata di norma non superiore a sessanta giorni, da rivalutare. Prima di entrare conviene chiedere se il nucleo è temporaneo, dopo quanto tempo si rivaluta e dove va la persona una volta stabilizzata: nel reparto ordinario della stessa RSA o altrove.
Le strutture sono nelle pagine RSA per regione; nelle schede è indicato se c’è un nucleo Alzheimer, quando la struttura ce lo ha comunicato. Per la scelta in generale c’è la guida Come scegliere una RSA.
Cerchi una struttura? Scrivi cosa ti serve e dove, oppure rispondi a quattro domande.
Fonti
- DPCM 12 gennaio 2017, Livelli essenziali di assistenza, art. 30
- Ministero della Salute, Piano nazionale demenze
- ISS, Osservatorio demenze: mappa dei Centri per i disturbi cognitivi e demenze (CDCD)
- Regione Lazio, DGR 2 ottobre 2025, n. 877
- Regione Marche, aggiornamento tariffe residenze protette per anziani e persone con demenze
Norme e importi cambiano: questa guida è aggiornata al 29 settembre 2026. Per il tuo caso conviene sempre chiedere al patronato, all'ASL o ai servizi sociali del Comune.
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