TrovaRSAAiutami a scegliere

Come si entra in RSA in Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna le RSA si chiamano CRA. Assistente sociale, valutazione UVG, lista d'attesa distrettuale, ricoveri di sollievo e retta di 54,15 euro.

Aggiornata il 29 settembre 2026

In Emilia-Romagna le RSA per anziani si chiamano CRA, Case residenza per anziani non autosufficienti. La Regione precisa che sostituiscono le vecchie RSA e case protette. Sono gestite da enti pubblici o da privati accreditati, cioè autorizzati dalla Regione a lavorare con il Servizio sanitario. Il percorso generale è nella guida Come si entra in una RSA convenzionata. Le regole di dettaglio le fissa ogni Distretto socio-sanitario: quelle citate sotto sono del Distretto di Rimini, in vigore dal 1° aprile 2026, e servono da esempio.

1. Il primo contatto

Si parte dall’assistente sociale del Comune di residenza. La Regione indica di rivolgersi allo sportello sociale del Comune per informazioni e appuntamento. In alcune zone il servizio si chiama Servizio assistenza anziani (SAA) o Punto unico di accesso (PUA) dell’AUSL, l’azienda sanitaria locale. Può presentare la richiesta la persona interessata o chi la rappresenta, per esempio il tutore o l’amministratore di sostegno.

Nel Distretto di Rimini serve la residenza in uno dei Comuni del Distretto da almeno 2 anni. Altre zone possono avere requisiti diversi, quindi conviene chiederlo allo sportello.

2. La valutazione dell’UVG

L’Unità di valutazione geriatrica (UVG) accerta la non autosufficienza. Di solito è composta da un geriatra, un infermiere e un assistente sociale. L’assistente sociale che segue il caso ne è il riferimento per tutto l’iter. La valutazione dice se la persona ha diritto a un posto in CRA e in quale tipo di nucleo. A Rimini i nuclei sono H12 (assistenza sanitaria nelle ore del giorno) e H24 (assistenza continua).

3. La scelta delle strutture e la lista d’attesa

Con la valutazione positiva la famiglia sceglie una o più CRA accreditate del Distretto. A Rimini la domanda va presentata entro 12 mesi dalla valutazione, poi ne serve una nuova. La lista d’attesa è distrettuale e ordinata per punteggio, che combina la non autosufficienza valutata dall’UVG e la situazione sociale valutata dall’assistente sociale. A parità di punteggio conta la data della domanda.

A Rimini la lista si aggiorna ogni mese ed è pubblicata sul sito del Comune. Quando si libera un posto viene chiamata la prima persona in lista per quella struttura, tenendo conto del genere, perché le camere sono maschili o femminili. Ci sono 5 giorni di tempo per rispondere; chi rinuncia esce da tutte le liste e può ripresentare domanda dopo 6 mesi, salvo cambiamenti della situazione. Per chi ha bisogno di assistenza urgente esiste una procedura d’urgenza. I tempi di attesa non sono dichiarati ufficialmente.

4. Ricoveri di sollievo

Le CRA possono avere posti per ricoveri temporanei, per dare un periodo di riposo alle famiglie che assistono a casa o per emergenze. La Regione prevede una retta ridotta e, dopo un ricovero in ospedale, la copertura dal Fondo regionale per la non autosufficienza (FRNA) fino a 30 giorni, se l’UVG ne riconosce i requisiti. Come si richiede lo dice il Distretto: si chiede all’assistente sociale.

5. Quanto si paga

La retta a carico dell’ospite o del Comune è al massimo di 54,15 euro al giorno, cioè circa 1.620 euro al mese, in tutte le CRA accreditate (DGR 2242/2023). Il resto lo coprono il FRNA e il Servizio sanitario. Le cifre delle altre regioni sono nella guida Quanto costa una RSA convenzionata.

Se la persona non riesce a pagare, il Comune può integrare la retta secondo il proprio regolamento e l’ISEE socio-sanitario. Nel 2024 un accordo regionale ha ridotto la retta per gli ISEE bassi: conviene chiedere al Comune se è ancora in vigore.

Dove trovare le strutture

Le CRA dell’Emilia-Romagna sono nella pagina RSA in Emilia-Romagna, con le schede da confrontare prima della visita.

Cerchi una struttura? Scrivi cosa ti serve e dove, oppure rispondi a quattro domande.

Cerca Aiutami a scegliere

Fonti

Norme e importi cambiano: questa guida è aggiornata al 29 settembre 2026. Per il tuo caso conviene sempre chiedere al patronato, all'ASL o ai servizi sociali del Comune.

Altre guide