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Quanto costa una RSA convenzionata, regione per regione

Quanto paga la famiglia in una RSA convenzionata, regione per regione, con le tariffe delle delibere regionali. E chi può aiutare a pagare.

Aggiornata il 29 settembre 2026

Rivista dalla Dott.ssa Stefania De Marco, psicologa e ricercatrice di Futura Care, il 29 settembre 2026

In una RSA convenzionata la famiglia paga di solito tra 50 e 65 euro al giorno, cioè tra 1.500 e 2.000 euro al mese. Il resto lo paga il Servizio sanitario. Ma la cifra cambia molto da regione a regione, e in alcuni casi la famiglia non paga niente.

Qui sotto le cifre che le Regioni hanno fissato nelle loro delibere. Le abbiamo lette una per una: dove una Regione non pubblica una tariffa, o l’ultima è troppo vecchia, lo diciamo invece di stimare.

Come si divide la retta

La retta giornaliera di una RSA convenzionata ha due parti:

Per l’assistenza di lunga durata la legge nazionale fissa la divisione a metà: 50% il Servizio sanitario, 50% la persona o il Comune. Poi ogni Regione decide la tariffa e, a volte, una divisione diversa. In Calabria, per esempio, la famiglia paga il 30%.

Quando non si paga niente

Nelle fasi più intensive, quando la persona ha bisogno di cure e riabilitazione dopo un ricovero, la retta è in molte Regioni tutta a carico del Servizio sanitario. Qualche esempio:

Dopo quel periodo, se la persona resta, si passa al mantenimento e la famiglia comincia a pagare la sua parte.

Quanto paga la famiglia, regione per regione

Quota a carico della persona o del Comune, in euro, per il mantenimento in RSA (compresi i nuclei per le demenze, dove esistono). Il mese è calcolato su 30 giorni e arrotondato.

Regione Al giorno Al mese, circa Da sapere
Abruzzo 35,38–54,09 1.060–1.620 tariffe ferme al 2016
Basilicata da chiedere alla struttura – nessuna tariffa regionale trovata
Calabria 41,97 1.260 tariffe ferme al 2017
Campania 59,04–67,31 1.770–2.020
Emilia-Romagna 54,15 1.620
Friuli-Venezia Giulia da chiedere alla struttura – la retta la decide la struttura
Lazio 53,90–64,86 1.620–1.950
Liguria 51,07–67,98 1.530–2.040
Lombardia 60,17–87,10 1.810–2.610 retta decisa dalla struttura: sono le medie per zona
Marche 40,57–54,48 1.220–1.630
Molise da chiedere alla struttura – l’ultima tariffa è del 2020
Piemonte 37,62–54,91 1.130–1.650 dipende dalla fascia di assistenza
Provincia di Bolzano 51–82 1.530–2.460 retta decisa dalla struttura, con un tetto
Provincia di Trento 51,79–53,79 1.550–1.610 retta decisa dalla struttura, con un tetto
Puglia 48,65–50,16 1.460–1.500 tariffe ferme al 2020
Sardegna 61–81 1.830–2.430
Sicilia 59 1.770 dopo i primi 60 giorni
Toscana da chiedere alla struttura – la retta la decide la struttura
Umbria 60–66 1.800–1.980
Valle d’Aosta da chiedere alla struttura – nessuna tariffa regionale trovata
Veneto da chiedere alla struttura – la retta la decide la struttura

Dove c’è un intervallo, la cifra dipende dal livello di assistenza: più la persona ha bisogno di cure, più è alta la tariffa, e quindi anche la metà che paga la famiglia.

In Lombardia, Veneto, Toscana, Friuli-Venezia Giulia e in Trentino-Alto Adige il sistema è diverso: la Regione o la Provincia paga una quota sanitaria fissa e la retta alberghiera la decide ogni struttura. Per sapere quanto si paga bisogna chiederlo alla RSA.

Cosa non è compreso

La retta copre vitto, alloggio e assistenza. Quasi sempre si pagano a parte il parrucchiere, il podologo, la lavanderia dei capi delicati, i trasporti per visite private. In alcune strutture anche la camera singola o altri servizi aggiuntivi. Alcune Regioni permettono alle RSA di chiedere un supplemento per questi servizi, di solito con un tetto: conviene farsi dare per iscritto cosa comprende la retta prima di firmare.

Chi aiuta a pagare

L’indennità di accompagnamento (551,53 euro al mese nel 2026) resta anche durante il ricovero, se la famiglia paga una parte della retta. Per molte famiglie copre un terzo della quota.

Il Comune di residenza può integrare la parte che la persona non riesce a pagare. Si chiede ai servizi sociali, con l’ISEE socio-sanitario per le prestazioni residenziali, che conta anche i figli non conviventi. Le soglie le decide quasi sempre il Comune o l’ambito sociale. Poche Regioni fissano una regola uguale per tutti:

Conviene fare la domanda al Comune prima dell’ingresso, o nei primi giorni: in alcune zone c’è una scadenza.

RSA private e case di riposo

Chi entra in una RSA senza la valutazione dell’ASL, o in un posto non convenzionato, paga l’intera retta, compresa la parte che altrimenti pagherebbe il Servizio sanitario. È una strada che molte famiglie prendono mentre aspettano un posto convenzionato.

Anche nelle case di riposo la retta è di solito tutta a carico della persona, perché non sono strutture sanitarie. In entrambi i casi il prezzo lo decide la struttura: non esistono tariffe regionali da confrontare.

Da dove vengono queste cifre

Da delibere e decreti delle Regioni e delle Province autonome, letti a settembre 2026. Dove la Regione pubblica solo la tariffa totale, la quota della famiglia l’abbiamo calcolata con la regola della metà. In poche regioni (Lombardia e Bolzano) alcune medie vengono da elaborazioni di associazioni e sindacati, non da atti ufficiali: vanno prese come indicative.

Le tariffe cambiano, a volte più di una volta l’anno. Prima di decidere, la cifra giusta è quella che dà la struttura.

Cerchi una struttura? Scrivi cosa ti serve e dove, oppure rispondi a quattro domande.

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Fonti

Norme e importi cambiano: questa guida è aggiornata al 29 settembre 2026. Per il tuo caso conviene sempre chiedere al patronato, all'ASL o ai servizi sociali del Comune.

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