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Ricovero di sollievo: cos'è e come chiederlo

Il ricovero di sollievo è un soggiorno breve in RSA per chi assiste a casa un anziano. Durata, chi paga, come si chiede e cosa succede all'accompagnamento.

Aggiornata il 29 settembre 2026

Il ricovero di sollievo è un soggiorno temporaneo in una RSA (residenza sanitaria assistenziale) per una persona non autosufficiente che di solito vive a casa. Serve a dare un periodo di riposo a chi la assiste, o a coprire un momento in cui l’assistenza domiciliare non regge. Finito il periodo, la persona torna a casa.

A chi serve

Si usa in situazioni come queste:

Il ricovero di sollievo non è una RSA “di prova” e non sostituisce la domanda per un posto a lungo termine, che segue un’altra strada: la si trova nella guida Come si entra in una RSA convenzionata.

Quanto dura

Dipende dalla Regione. Qualche esempio dalle regole regionali:

Nel Lazio non abbiamo trovato una durata fissata (guida). Non tutte le RSA riservano posti al sollievo: conviene chiedere con anticipo.

Chi paga

Non c’è una regola nazionale unica. La legge sui livelli essenziali di assistenza (DPCM 12 gennaio 2017) prevede il trattamento residenziale per le persone non autosufficienti, e le Regioni decidono come applicarlo ai soggiorni brevi.

In Piemonte la retta segue lo schema del ricovero ordinario: l’ASL paga la quota sanitaria, cioè metà della tariffa, e la persona paga l’altra metà, e se non ha redditi sufficienti interviene il Comune, in tutto o in parte. In Emilia-Romagna è prevista una retta ridotta, grazie a un contributo maggiore del Fondo regionale.

In una RSA privata, o in un posto non convenzionato, si paga l’intera retta. Quanto costa lo dice la struttura. Le quote regione per regione sono nella guida Quanto costa una RSA convenzionata.

Come si chiede

Il primo passo è il medico di famiglia, oppure i servizi sociali del Comune o il Punto unico di accesso (PUA) dell’ASL, dove esiste. Nelle Regioni che lo richiedono, il ricovero si attiva dopo la valutazione dell’unità di valutazione geriatrica o multidimensionale dell’ASL (UVG, UVMD, UVI: il nome cambia). Se la persona è in ospedale, si parte dal reparto e dal servizio dimissioni.

In Campania la richiesta va al direttore del distretto, con la scheda del medico di famiglia. In Lombardia si chiede direttamente alla RSA se ha posti di sollievo. Per il modulo e i tempi nella propria zona si chiama il distretto sanitario o la RSA scelta. Il percorso completo di ogni Regione è nelle guide regionali.

Come prepararlo

Alla RSA di solito servono i documenti della persona (tessera sanitaria, carta d’identità, codice fiscale), la relazione del medico di famiglia o la lettera di dimissione, l’elenco aggiornato dei farmaci con le dosi e le eventuali allergie. Conviene portare i farmaci per i primi giorni, se la struttura lo chiede, e ausili come occhiali, protesi dentarie e apparecchi acustici, con il nome scritto sopra. Per i vestiti, capi comodi e contrassegnati.

Prima dell’ingresso si può visitare la struttura e dire agli operatori abitudini, orari e cose che la persona non tollera.

L’indennità di accompagnamento

Durante un ricovero breve l’indennità di accompagnamento di norma continua. L’INPS la sospende solo se la retta è interamente a carico di un ente pubblico e il ricovero supera i 29 giorni. Il ricovero va comunque dichiarato all’INPS, anche tramite patronato. I dettagli sono nella guida Indennità di accompagnamento.

Chi cerca una struttura può partire dalle RSA per regione e chiedere a ognuna se offre posti di sollievo.

Cerchi una struttura? Scrivi cosa ti serve e dove, oppure rispondi a quattro domande.

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Fonti

Norme e importi cambiano: questa guida è aggiornata al 29 settembre 2026. Per il tuo caso conviene sempre chiedere al patronato, all'ASL o ai servizi sociali del Comune.

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